Scavalcata da frequenti maree, l’isola Pampagnola si manifesta oggi unicamente durante i momenti di bassa, a breve distanza dal ponte girevole che, dal ’36 in poi, ha decretato definitivamente l’uscita di Grado dall’isolamento.

Un’isoletta che nel suo antico passato accolse il punto terminale della strada che da Aquileia traduceva al suo antico gradus, punto di scambio tra il mare aperto e il sistema lagunare.

Oggi è difficile riconoscerla, se non poiché, da diversi decenni, ospita relitti di vecchi trabaccoli, in lento disfacimento.

Uno di questi è il Scintilla, di cui poco si sa, se non il suo periodo di costruzione: parliamo di fine ‘800.

Lo si evince da alcuni documenti d’archivio dei tribunali della provincia di Pesaro, pazientemente analizzati da Federico Sora, in cui sono riportati alcuni episodi di contrabbando che vedono protagonista proprio il Scintilla.

Difatti, tra il maggio e il settembre 1898, due marittimi di Fano furono fermati per contrabbando di bottiglie di spirito e di zucchero provenienti dall’estero e trasportati sul trabaccolo.

Alcune parti del quale, prima che il tempo iniziasse a demolirlo lentamente, sono state asportate e musealizzate presso il Museo della Marineria di Cesenatico.

Un vecchio legno, un tempo spina dorsale di quella marineria mercantile tipica dell’Adriatico, con più di una storia di mare da raccontare…e non solo.

laguna di Grado

in foto, tratta dall’archivio del Museo della Marneria di Cesenatico, il trabaccolo Scintilla ritratto negli anni ’80
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