Una ‘batilina’, piccola barca tipica dell’antico centro peschereccio di Grado, caratterizzata dal fondo piatto, per scivolare a pelo d’acqua sui bassi fondali endolagunari.
Per lungo tempo la batela, con le sue derivazioni, ha rappresentato vera e propria spina portante della sussistenza insulare e la relativa facilità di costruzione ne ha permesso una capillare diffusione.
Una diffusione favorita anche dalla versatilità d’uso, che andava dalla pesca in laguna e in valle, alla caccia e al trasporto, e dalla possibilità di montare una vela al terzo. In questo caso si usava accrescere le dimensioni del timone, affinchè fungesse da deriva.
Un mezzo in piena sintonia con il suo ambiente, la cui semplicità costruttiva ne garantisce tutt’oggi un vantaggioso utilizzo, anche nelle sue realizzazioni attuali che non prevedono più l’impiego del legno come materiale di costruzione.

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